Coronavirus - Lorenzo D'Amelio
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Il Corona Virus visto dal 2050

Paura. Speranza. Unione di intenti. Solidarietà. C’è sicuramente confusione in questo periodo difficile durante l’emergenza sanitaria data dal Corona Virus. Da parte mia non c’è la volontà di aggiungere “rumore” a quello già (fin troppo) presente, quanto piuttosto il desiderio di portare un contributo da professionista immerso nel mondo dell’innovazione ed al contempo proporre un punto di vista giornalistico diverso, rispolverando le mie origini, cercando di favorire uno “zoom-out” ed un “fast forward”.

Quando c’è un pericolo si rischia infatti di essere distratti, magari proprio da ciò che può essere ancora più problematico: la paura è un’emozione che spegne la ragione e ciò “genera mostri”. Sto pensando, numeri alla mano, ai rischi prodotti dal Climate Change che nei mesi precedenti era uno dei principali “trends” nei nostri notiziari grazie, tra il resto, al contributo di Fridays for Future. Il “Global Risks Report 2020” del World Economic Forum ci ricorda in maniera chiara – tramite il contributo di centinaia di scienziati – che ciò che stiamo vedendo ora accadere con il Corona Virus potrebbe capitare un domani (che sia nel 2050 o più tardi, è solo una questione di countdown), davvero non troppo lontano, a tutta la specie umana, ma con effetti anche peggiori. Con due grandi differenze: a) la via del ritorno sarebbe praticamente impossibile (se non auspicando di potersi veramente trasferire su Marte, cosa che per ora è solamente parte di una serie di Netflix e delle iperboliche idee dell’imprenditore Elon Musk); b) possiamo immaginare che le vittime sarebbero decine, centinaia o migliaia di volte peggio di quello che stiamo vedendo con questo virus. Numeri che in “occidente” non accettiamo quando ci coinvolgono personalmente, ciò mostra quanto ancora siamo più a parole che nei fatti cittadini del mondo, basti vedere ciò che è avvenuto relativamente all’Ebola, dove sappiamo che non c’è stata una tale mobilitazione. Così come i 770.000 morti / anno di AIDS, forse perché tristemente e specialmente in Africa e in Paesi in via di sviluppo, non ci hanno mai smosso allo stesso modo.

The Global Risks Report 2020 I Source: World Economic Forum
The Global Risks Report 2020 I Source: World Economic Forum
Sono stato penso tra i primi a studiare Social Network Analysis – nel 2013 tramite la Prof. Lada Adamic attualmente Direttrice Social Science di Facebook e poi in Italia grazie ad Alessandro Zonin – CMO di Dock Joined in tech by IBM -, a proposito di viralità temo che facilmente arriveremo presto ad oltre 1 milione di casi al mondo di Corona Virus se non c’è una pronta risposta da parte dei Paesi di tutto il mondo e ancora prima una responsabilità messa in pratica dai cittadini (lo ha spiegato bene il Washington Post). Ma il mio contributo ora è per ricordarci che tutto ciò che stiamo vivendo dobbiamo evitare di ripeterlo in ambito Climate Change. Nel momento dell’urgenza si ragiona più per paura e/o per necessità, meno per consapevolezza. Per questo penso sia utile a tutti noi fare un salto indietro per ri-proporzionare quanto sta accadendo in questi mesi (seppur assolutamente drammatico), da fine gennaio (primi casi di Covid-19 in Cina) ad oggi. I danni che scientificamente possiamo prevedere, ignorando un approccio ecologico alla vita ed all’economia, potrebbero essere ben peggiori, è a rischio la specie umana.
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Coronavirus COVID-19 Global Cases by the Center for Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkins University

Se sapessimo rispondere con la stessa forza, dedizione e sacrificio che stiamo mettendo ora a livello di singoli cittadini e di Stati in Europa e nel mondo, potremo farcela. Ma solo appunto con uno sforzo straordinario di questa entità. Non ditemi che non si può fare. Me lo dicevano anche quando parlavo ad alcune aziende dell’applicazione dello Smart Working. Il sociologo De Masi ha detto giustamente “Ci voleva il Coronavirus per imparare la lezione?”. La differenza però è grande nell’operare alcuni cambiamenti pianificandoli (e strutturando le cose, qua tra l’altro dei consigli da LinkedIn stessa), un’altra cosa è applicarli quando si è costretti.

La Digital Transformation ci cambierà di certo ed ulteriormente dopo questi avvenimenti, stanno variando le abitudini probabilmente per gli anni a venire (vedi gli acquisti online ed il food delivery tramite ad es. l’intervista a Supermercato24), il mio impegno è quindi di ricordarci che dovremmo farlo a 360° ogni giorno ed in particolare pensando a ciò che globalmente può essere ancora più rilevante del Corona Virus. Ossia il pianeta Terra e la nostra specie, la vita delle future generazioni, se ci interessa. Per non trovarci nel 2050 a dover “rimpiangere” il Corona Virus. Serve guardare avanti, penso, così come vedere il positivo nella Storia che periodi passati come quello della peste hanno avuto in seguito, come ci potrebbe insegnare Alessandro Barbero. Vi lascio quindi, infine, con le parole di Greta Thunberg sperando possano essere di buon auspicio per un approccio diverso al presente e al futuro“The climate crisis has already been solved. We already have the facts and solutions. All we have to do is to wake up and change”.

Global Climate Change Action by UN

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