DigitalDetox

Le statistiche mostrano che ogni giorno sfioriamo più volte lo schermo del nostro smartphone rispetto a qualsiasi altra persona ed al contempo, da una ricerca riportata da La Repubblica.it, emerge che la depressione in Europa colpisce 40 milioni di individui, di cui 3 milioni solamente in Italia (tra il 4,4 e il 7% della popolazione).

Usiamo i social network senza essere sempre così consapevoli di come vanno utilizzati: è dalla mia prima tesi di Laurea nel triennio di Scienze della Comunicazione (anno 2010, ossia ben 7 anni fa, quando la prima community in Italia era Badoo, prima ancora che Facebook) che già analizzavo la nascita di reparti per la “tossicodipendenza” da tecnologie digitali.

Nel frattempo ciò diventa sempre più pervasivo: le ricerche vocali da smartphone già nel 2016 costituivano il 20% delle ricerche effetuate tramite Android e continuano a crescere (vedi anche dispositivi come Alexa, già da me raccontati nei mesi scorsi), così come l’ipotesi dei primi cyborg (altro tema da me affrontato sul blog non molto tempo fa) con dispositivi mobile integrati è sempre più realtà, a partire dai progetti dell’imprenditore Elon Musk.

In questi giorni, con la mia New Media Agency BTREES ed insieme a professionisti del settore della psicologia e del trekking, dopo alcuni mesi di approfondimenti ed in seguito ad un’idea alla quale ho contribuito in prima persona, abbiamo inaugurato il sito web www.digitaldetox.me e stiamo proprio lanciando i primi Digital Detox Weekend in collaborazione con l’Oasi Zegna per contribuire a generare consapevolezza sull’argomento. Seguiteci!