StefanoColmoTEDxUniTO2

Ci sono momenti in cui ci si rende conto di non poter essere che infinitamente grati per ciò che si sta vivendo. Sono attimi che ad esempio ho vissuto prima, durante e dopo il TEDx UniTO che ho avuto il piacere di contribuire ad organizzare insieme ad un buon gruppo di ragazzi straordinari. Particolare merito lo hanno però soprattutto gli ideatori.

Il tema era “Internet of people”, un po’ come per rimanere umani mentre si continua a parlare sempre più di Internet of Things. È stato bellissimo perché abbiamo diffuso dei talks fantastici! Per me è stata anche l’occasione per incontrare Pietro Schirano (Product Designer di Facebook), conoscere Alice Lizza (Rai Tv) mettendosi a chiacchierare della Fear Of Missing Out (ne parlavo fin dalla mia prima tesi universitaria sui social network nel 2009) per cui sto elaborando alcune idee propositive con degli amici (di cui ancora però non posso anticiparvi nulla!), scoprire la magia artistica dell’illustratore Davide Bonazzi e anche per ritrovare il mio amico Stefano Colmo, Segretario Generale di Slow Food per la Fondazione Terra Madre. Ma ogni intervento è stato fonte di tante e diverse ispirazioni.

Per chi volesse rivederselo, sulla pagina Facebook ufficiale trovate i video con le riprese live.

È stato fantastico anche rivivere lo spirito universitario dei tanti corsisti che hanno dato un’immensa mano all’organizzazione. È stato divertente fare parte del team social con cui ci siamo anche tolti alcune soddisfazioni, come entrare nella Top 10 dei Trend Topic d’Italia su Twitter durante l’evento generando numeri notevoli: oltre 1 milione di persone uniche raggiunte nei 7 giorni dell’evento, oltre 2 milioni di visualizzazioni nelle sole 24 h del 7 maggio (dati keyhole.co, va calcolato che è contato solamente chi ha usato l’hashtag su Twitter e su Instagram, tralasciando Facebook).

Ciò mi dà soddisfazione perché non è stata solamente una bella azione di squadra, ma soprattutto siamo riusciti a diffondere gli spunti e le riflessioni del #TEDxUniTO probabilmente quasi al 10% di italiani che quel giorno stava navigando sul web. Le opportunità che offre il web, se utilizzato positivamente, sono anche queste. E allora, se è vero che stiamo andando verso un Internet of everythings, non conviene prepararsi anche ad un Internet of every people? Che sia poco o sia tanto, forse è tutto ciò che ci servirebbe.