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Nel mio soggiorno c’è un tocco di verde, per ricordarmi la connessione di noi umani con la natura, ci sono dei libri e dei quadri. Poi c’è una frase di Nelson Mandela che dice “It always seems impossible until it’s done” perché mi permette di pensare a come realizzare ciò che, a volte, pare siano solamente dei sogni.

Ogni tanto serve fermarsi ed osservare i passi fatti per capire dove e come si è arrivati. Più strada si fa e più si impara che c’è sempre un’immensità da esplorare. Però in questo anno che si sta per concludere mi accorgo che di esperienze di valore ne ho fatte, a partire dai miei buoni propositi a volte solamente sfidati e altre volte superati, faccio perciò un sunto di 10 cose che mi sono (e ho fatto) capitare.

Le riporto per ricordarmi e ricordarci che siamo piccole formiche sulla Terra che però possono “divertirsi” parecchio se si impegnano con passione. Ecco 10 goal principali che son felice di aver raggiunto nel corso del 2016:
1. Viaggi internazionali: in solitaria ho esplorato per la prima volta l’Africa con Marrakech, la sua meravigliosa piazza Jemaa el-Fnaa (patrimonio UNESCO) e la vicina Essaouira, così come ho avuto il piacere di scoprire la Svizzera con amici e l’Ungheria per lavoro;
2. Resilienza: son riuscito a continuare ad innamorarmi ed ho imparato il piacere della meditazione tramite la mindfulness;
3. Impatto sociale: son stato selezionato per seguire l’African Summer School e pochi giorni fa l’idea imprenditoriale “Dream Trainer” basata sul matching tra mentor e mentee con l’applicazione del coinvolgimento di Europa ed Africa, ha ricevuto una menzione speciale dal Business Incubator 4 Africa;
5. Attivismo sociale: sono stato selezionato sia per entrare far parte dei Global Shapers per l’hub di Torino (iniziativa del World Economic Forum) e, da pochi giorni, anche in UNESCO Giovani (esperienze per cui sono grato, entusiasta e mi sento privilegiato nel poter dare un contributo alle finalità di queste organizzazioni);
6. Evento globale: ho contribuito ad organizzare TEDx UniTo al Campus Luigi Einaudi di Torino, iniziativa che ha coinvolto speaker di rilevanza internazionale (con relatori di Slow Food, Facebook ed altri);
7. Sviluppo di BTREES: la startup di cui sono co-fondatore è arrivata a 3 anni dal proprio inizio e da 3 persone siamo ora 14 tra dipendenti e collaboratori attivi nel dicembre 2016, oltre ad essere entrati a far parte di alcuni network imprenditoriali rilevanti come Piemex e Reseau Entreprende. Son riuscito anche a sviluppare e ad occuparmi nel frattempo di nuove e diverse attività: meno strategie web, più business development e strategie di innovazione;
3. Formazione a top startupper: in particolare con “Entrepreneurs for Social Change” (iniziativa UNAOC – ONU presso cui avevo seguito della formazione io stesso) e da mentor al contest di startup “Made in Research” tramite l’Incubatore 2i3t dell’Università degli Studi di Torino;
8. Formazione internazionale: selezionato per il programma Erasmus for Young Entrepreneurs, ho avuto l’opportunità di stringere contatti con altri imprenditori europei ed ho svolto la mia prima formazione sui Digital Media in ambito estero, precisamente in Ungheria;
9. Più indipendenza (anche se preferisco l’interdipendenza a dirla tutta): con la mia attuale e temporanea casa in affitto a Biella (mentre si valutano altri possibili spostamenti, vedremo!);
10. Sport e benessere: la corsa continua a farmi bene, a rilassarmi e darmi nuove motivazioni. Son riuscito a correre una mezza maratona e mi son già ripreso da un paio di infortuni che mi han fermato circa 1 mese ciascuno (son riuscito a gestire gli insulti, il che non è poco! ehehe).

Sicuramente c’è dove migliorarsi, l’attività imprenditoriale è stressante in maniera naturale e trovare l’equilibrio tra la propria vita e la professione non è semplice in quanto data la passione che ci si mette diventa tutto un’unica cosa. In più occasioni mi son impegnato a mantenere la mia curiosità, puntando ad andare oltre ai miei limiti e pregiudizi con il desiderio di stupirsi nell’esplorazione. A chi sperimenta ciò dico che superare sè stessi è l’avventura più coraggiosa che possiamo intraprendere. Perché è mettendosi in gioco che possiamo fare del bene a noi stessi e a chi sta intorno a noi.

Come anche mio promemoria, conto di poter vivere di più quindi la sharing economy, così come vorrei viaggiare e leggere di più. Al contempo mi piacerebbe avere continue e nuove occasioni per formarmi sulle mie passioni, comprese quelle artistiche e musicali – anche il teatro ad es. – e magari pubblicare alcuni dei miei scritti.

Sognare non costa niente, no? E’ nel realizzare che ci si diverte davvero. Buon divertimento a voi e grazie per avermi letto!