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Si dice che a volte la realtà supera la fantasia. Di certo possiamo dire che spesso la fantascienza anticipa ciò che avverrà nella realtà. È celebre la frase di Walt Disney «If you can dream it, you can do it» ed è incredibilmente vera. Ciò che possiamo immaginare, noi umani, siamo in grado di creare.

Penso alle stampanti 3D, idee che erano fantasie alla Star Trek fino a pochi anni fa ed ora sono nella nostra vita quotidiana. Mi viene in mente Jarvis, programma di Smart Home da poco lanciato da Mark Zuckerberg che prende ispirazione da Iron Man, che già recentemente si prospettava in seguito alle innovazioni portate da Amazon con Alexa e da me citate alcuni post fa. Passiamo ad altro: energia che si trasferisce in maniera wireless? Avevo già letto articoli alcuni anni fa, ma ciò pare sempre più vicino alla realtà secondo progetti che segue la Singularity University. Lenti che registrano ogni cosa che vediamo? Altro che Google Glass, è già realtà sperimentata in più occasioni, anche dalla stessa Sony.

Ciò fa venire in mente la distopia raccontata da Black Mirror e da Westworld, ma in realtà il presente è nelle nostre mani ed il futuro dipende dall’etica che mettiamo in ciò che facciamo, come mi ha ricordato l’Architetto Designer Neri Oxman in un TED talk ascoltato in questi giorni e dedicato proprio alla relazione tra design, tecnologia, moda e biologia. È con le nostre scelte che decidiamo cosa fare della tecnologia e quindi del nostro avvenire. Se penso all’applicazione di alcune recenti scoperte in campo sanitario, l’impatto positivo che potremmo generare in certe situazioni sarebbe straordinario per l’umanità ed il pianeta.

Dobbiamo ancora aspettarci molto. Andremo su Marte? Magari su Marte, no, magari non sarà Elon Musk, ma se faremo viaggi interplanetari? Con la crescita esponenziale della tecnologia e la messa in rete della nostra conoscenza, dico di sì. E faremo anche molto altro, spero innanzitutto qua sulla Terra. A volte sembra in effetti che abbiamo bisogno di viaggiare nello spazio per ricordarci, da lassù, quanto è prezioso ciò che abbiamo qua ai nostri piedi e tra le nostre mani.

Vorrei concludere questa breve riflessione con le parole di Dolores in WestWorld, perché penso che ognuno di noi abbia la necessità di trovare e sentire il proprio scopo sulla Terra: «Some people choose to see the ugliness in this world, the disarray. I choose to see the beauty. To believe there is an order to our days. A purpose».