AfricaNetworking

La vita è più bella quando è condivisa, così come la felicità. Quale sfida più entusiasmante ci può essere quindi se non quella di contribuire a far sì che una moltitudine di cambiamenti positivi vengano generati nel mondo?

Qualche settimana fa sono stato selezionato dal Business Incubator for Africa (www.africansummerschool.org) insieme ad altri imprenditori sociali per contribuire (tra luglio e la fine del 2016) a generare nuove idee per lo sviluppo dell’economia africana. Per me è un’occasione speciale per approfondire tante culture che mi affascinano e che hanno iniziato a sfiorarmi la pelle ancora di più ad inizio 2016, pochi mesi fa, con un mio viaggio in Marocco.

Ciò che mi stupisce da tempo è la diffusa mancanza di visione internazionale presente in Italia (non c’entra l’inglese, si tratta di pensare di essere veramente cittadini non solo d’Europa ma del mondo) e la carenza di informazioni che abbiamo sugli altri continenti. E mi ci metto in prima linea tra gli ignoranti a tal proposito. Ad es. sapevate che, proprio durante la Brexit l’Africa sta pensando di concedere un passaporto unico per tutto il continente (popolazione di oltre 1 miliardo di persone)?

Sono convinto che educare all’intraprendenza e collaborare per uno sviluppo auto-imprenditoriale dei territori permetta alle popolazioni (africane e non) di guadagnarsi un’indipendenza sostenibile che non può che andare di pari passo con la dignità umana che meritano certe situazioni di povertà. Per questo mi piacerebbe contribuire, con la mia breve esperienza da startupper e da storymaker, nell’agevolare la crescita di startup tramite network impegnati nell’educazione all’impresa.

StartupAfrica
Naturalmente chiunque abbia delle idee e/o riflessioni da condividere sono certamente ben accette (grazie!), intanto però vorrei iniziare a condividere una breve lista di 10 cose che molti non sanno dell’Africa e che la stanno caratterizzando:

1. Crescita economica: nel continente africano ci sono i Paesi che stanno avendo il maggiore sviluppo del PIL negli ultimi anni (anche sopra il 7% annuo in alcuni casi);
2. Il turismo e l’agricoltura sono in crescita: al momento in alcuni Stati, ad es. in Ethiopia nel 2015 il ricavato dal turismo è stato di 3,5 miliardi di dollari con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente (il WTTC ha pubblicato dati altrettanto interessanti sulla Tanzania);
3. Costo della vita: oltre 20 milioni di abitanti della Tanzania (per fare un esempio) secondo la World Bank sono sotto la soglia della povertà ossia vivono con 1,90 dollari al giorno (bisogna rileggere la cifra per provare a capire meglio…);
4. Connessione web: la media degli africani su Internet (senza contare la velocità e la tenuta dell’infrastruttura) è del 28% a fronte del 46% come media mondiale. Il digital divide è una delle sfide senz’altro più interessanti (come dimostra anche l’approccio al continente da parte di multinazionali come Facebook) in quanto mezzo per contribuire ad un miglioramento all’educazione e all’interconnessione;
5. Tante tante lingue diverse (decisamente più che in Europa): ci sono Paesi che hanno veramente centinaia di lingue diverse. Nonostante la colonizzazione, l’inglese ad es. si sa “solo” in alcuni luoghi;
6. Situazione di instabilità politica e dei governi: ciò non facilita lo sviluppo delle imprese e l’internazionalizzazione;
7. Povertà sanitaria: la situazione è drammatica in alcuni territori, ma ciò che mi dà speranza è che a volte basterebbe veramente poco per migliorare parecchio certe situazioni;
8. Iniziative mediche straordinarie: da difficili situazioni nascono progetti meravigliosi, come quelli portati avanti da Emergency, Medici Senza Frontiere oppure da personaggi come Alberto Cairo (imperdibile il suo TEDx);
9. Multinazionali hi-tech investono in Africa: Facebook, Google Ventures e Spark Capital stanno impegnando 34 milioni di dollari per la crescita del settore dell’ingegneria informatica;
10. Invenzioni meravigliose: sono possibili grazie all’ingegno e alla generosità umana, se ne leggono di tantissime che nascono, una delle ultime che mi hanno segnalato è Warka Water, per agevolare l’indispensabile raccolta dell’acqua.

C’è un ecosistema di giovani imprese che si sta sviluppando seguendo l’onda delle startup americane ed europee, ma con una filosofia tutta africana. A cosa daranno vita i millenials di queste terre? Sono molto curioso in particolare di ciò che sta avvenendo in Tanzania, Nigeria, Kenya, Rwanda e non solo.

Se lo siete anche voi, teniamoci in contatto!