Verso il 2020: 5 trends previsti

È quando l’essere umano sogna che si fanno gli avanzamenti migliori dell’umanità. Perché è solo pensando ciò che si...

Come tirare fuori i sogni dal cassetto

Da pochi giorni ho intrapreso un piacevole passatempo. Cerco di guardarmi ogni giorno almeno un filmato dai TED Talks....

#Rockin1000 porta i Foo Fighters a Cesena

Sarò inquieto come Fabio (qua il suo intervento a Tedx Bologna), il ragazzo che ha dato vita all’idea di...

10 motivi per cui fare startup è come correre

Mi trovo a scrivere questo articolo di notte: quando corro la sera ultimamente, non so perchè, faccio fatica a...

Stai lanciando la tua startup? Ecco 10 consigli dalla mia esperienza

Ho avuto la possibilità, qualche giorno fa, di raccontare in breve la storia della startup di cui sono co-founder,...
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HappyDreams
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Dall’idea alla professione: sì, ma come?

<strong>Tutti sognano</strong>. Anche quelli che non se lo ricordano. Alcuni pensano sia un lusso, per me invece è essenziale per il proprio benessere. In Italia nel 2015 <a href=”http://www.infodata.ilsole24ore.com/2016/02/09/disoccupazione-giovanile-379-in-italia-in-europa-la-media-e-del-22/” target=”_blank”>la <strong>disoccupazione giovanile</strong> ha raggiunto il 37,9%</a>, al contempo con Internet abbiamo a disposizione delle <strong>opportunità mai esistite prima</strong>. Senza contare che negli USA (ma è facilmente intuibile anche in Europa e in Italia) <a href=”http://www.forbes.com/sites/susanadams/2014/06/20/most-americans-are-unhappy-at-work/#2e15e1c75862″ target=”_blank”>una ricerca</a> riporta che più della metà dei lavoratori è insoddisfatto della propria professione.

<strong>Ciò che immaginiamo si può costruire</strong>, basti pensare che la fantascienza spesso mostra quanto nemmeno esiste e poi diventa realtà nel giro di pochi anni. Il primo passo per determinare il proprio presente e futuro parte proprio da qua: capire <strong>quale percorso vogliamo intraprendere</strong>.

Innanzitutto per sognare bisogna impegnarsi all’equilibrio personale (che non significa non cercare le vertigini, ma saperle gestire continuando a sfidare sè stessi) riuscendo a comprendere cosa sia <strong>ciò che ci rende veramente felici</strong> per il domani. Da qua l’idea (dove si concretizza il “dream”), la fase di startup (quando inizia la parte da “maker”) e poi la crescita. È con la propria felicità che si può dare vita, con passione, ad una visione.

Per svilupparla valutando diversi percorsi consiglio di lasciarsi contaminare da stimoli esterni (es.: TED talks, libri come “Business model you”, ecc.) favorendo l’emergere della <strong>propria naturale storia basata sulle proprie passioni ed interessi</strong>. Nel passare dall’idea alla professione servono impegno e costanza, oltre che la volontà. Le esperienze migliori forniscono poi doti di problem solving sempre utili.

Le skill su cui allenarsi (pronti a partire?!) a mio parere sono principalmente le seguenti:

– <strong>Ascolto</strong>: propensione al cambiamento, dinamicità (cercate nuove ispirazioni? Viaggiate!)

– <strong>Relazioni</strong>: capacità di networking, competenze comunicative.

– <strong>Tempo</strong>: organizzazione personale e project management

Se iniziate ad essere ispirati mi raccomando procedete con la <strong>metodologia</strong> <a href=”http://theleanstartup.com/principles” target=”_blank”><strong>Lean</strong></a> ed eviterete certi passi sbagliati che ho compiuto personalmente: dall’idea, alla realizzazione della stessa nella maniera più rapida e semplice (MVP), alla misurazione dei risultati. Al cambiamento del servizio/prodotto (se non al pivot ossia al cambiamento drastico).

E sappiate che per un caffè in compagnia potete sempre <a href=”http://www.lorenzodamelio.it/contatti/” target=”_blank”>scrivermi</a>.

Happy dreams!

NonSiSbudelliLItalia
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Giovani “dream makers” crescono

Erano sul palco. Un poco più in alto del pubblico di adulti che li osservava, ma <strong>molto più su con i propri sogni</strong>. Grazie anche a chi li ha educati così, a sostenere le proprie idee. Parlo dei ragazzi di <a href=”http://www.nonsisbudellilitalia.com/it/” target=”_blank”><strong>”Non si s-budelli l’Italia”</strong></a> che hanno tanto da insegnare a chi non riesce a vivere la vita con quell’ambizione positiva delle anime più giovani.

Poche ore fa erano sul palco – al termine del bellissimo <a href=”https://www.facebook.com/events/249346025403879/” target=”_blank”>evento organizzato da Ener.bit</a> con Luca Mercalli in occasione del #WorldWaterDay – a raccontare la loro storia, che <strong>li ha portati tra il resto a </strong><a href=”https://www.facebook.com/wwfitalia/photos/a.93099117868.88341.88997912868/10153618831597869/?type=3&theater” target=”_blank”><strong>collaborare con il WWF Italia</strong></a>. E, da buoni <a href=”http://www.lorenzodamelio.it/tag/dream-makers/” target=”_blank”>”dream makers”</a>, mi hanno emozionato. E commosso. E fatto venire voglia di scrivere: per felicità, per rabbia, per voglia di condividere il desiderio che <strong>sognare</strong> sia sostanzialmente giusto perchè <strong>fa bene alla salute propria e altrui</strong>.

<center><strong>Puledri da liberare</strong>
<em>
Timida corsa
Da bambini

L’innocenza
Che non vuoi più

Fuoco che divampa
Sete da sfamare

Primavera dei sogni
Da coltivare

Puledri da allevare
Non da inseguire

Da cavalcare
E poi da liberare</em></center>

HenriCartier-Bresson
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#BeLikeHenri: explore and share!

Viaggiare non è “solo” scoprire. È anche scoprirsi. Allora è con grande piacere che diffondo la <a href=”https://www.facebook.com/events/237403263264483/?fref=ts” target=”_blank”><strong>mostra fotografica su Henri Cartier-Bresson</strong></a> organizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella per la quale con <a href=”http://www.socializers.it” target=”_blank”>Socializers</a> ho il piacere di contribuire per la comunicazione web.

Ne ha parlato, tra gli altri, anche <a href=”http://www.vogue.it/news/vogue-arte/2016/03/21/henri-cartier-bresson-biella-la-collezione-szafran/” target=”_blank”>Vogue Italia</a>. Se volete contribuire al racconto <strong>seguite #BeLikeHenri e partecipate</strong>, sperimentando le sue avventure e provando a cimentarvi per alcuni attimi in esse.

Siamo tutti potenzialmente artisti, perchè come diceva Henri: <em>«Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento»</em>.

MichaelJordanQuote
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L’innovazione di domani? Le startup interculturali

Esplorando ci si migliora, o almeno si creano delle opportunità per imparare. Un torrente va compreso e così il suo flusso, inarrestabile, come sono certi cambiamenti. Inevitabili, a volte sfidati quando dovrebbero essere benvenuti.

Erano 4 anni fa quando, alla quarta pagina della mia tesi specialistica in Comunicazione e Culture dei Media all’Università degli Studi di Torino, citavo un dato: “Gli abitanti stranieri in Italia oggi sono il 7,5% della popolazione e l’ISTAT stima che nel 2065 potrebbero arrivare fino al 24%”. A fine 2015 risultavano nel nostro Paese ben 3.929.916 cittadini non comunitari.

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Essaouira
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Viaggiare per essere “confelici”: 10 aforismi sul cambiamento

Stupirsi è una bella abitudine. In questi giorni mi son accorto di aver speso negli ultimi mesi più tempo a godermi filmati dei TED Talks rispetto ai programmi televisivi (che a dir la verità non ho mai considerato un granchè). È un’attività che ora posso dire, per esperienza, che fa tanto tanto bene (a proposito, il 7 maggio 2016 si terrà TEDx UniTO: cercherò di tenervi aggiornati in quanto parte del team organizzativo).

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PassionatumErgoSum
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Passionatum ergo sum

Mi sento un esploratore, di continuo curioso e affamato di nuove scoperte. A volte però il nostro sistema educativo e sociale non incentiva lo sviluppo di più passioni.

Ti chiedono: cosa farai da grande? Poi di cosa ti occupi. E ancora: cosa vorresti diventare? Semplificare non è sempre la migliore soluzione. A me piace vivere di più passioni, sento più ispirazioni come ha espresso in un TEDx Emilie Wapnick, che è scrittrice, coach, artista e molto altro.

Ora mi sento storyteller (mi piace scrivere poesie, aforismi così come mi appassiona l’arte ed ho una formazione professionale iniziata con il giornalismo), ma anche imprenditore e consulente (affascinato dall’innovazione e dai nuovi media) e così pure “changemaker” (per il mio impegno da attivista sociale e da “dream trainer”). Quindi, a chi si sente come me: non siete soli, lunga vita ai “multipotenziali”!

Astronauta
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Armonia celeste

L’atmosfera è la seguente: “Nothing out here” by Nigel Good (autore che ho scoperto per caso tramite Spotify in questi giorni e della cui melodia spaziale mi son innamorato). Questa breve poesia è per chi mi legge.. mentre ripenso sorridendo al mio primo blog che si intitolava “Il Principe delle stelle”.

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Lo statunitense Kerron Clement in una semifinale dei 400 ostacoli alle Olimpiadi di Pechino (FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)
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Gli ostacoli sono opportunità

Per affrontare gli ostacoli che incontriamo nel percorso della nostra vita bisogna essere allenati al cambiamento. E come per ogni palestra che si rispetti, ci sono degli strumenti che possono agevolare lo sviluppo di una preparazione adeguata.

Così facendo, allenandosi, ci si impegna a rispettare gli altri e a costruirsi opportunità di crescita personali. Vorrei contribuire ad un kit degli attrezzi a proposito con alcuni miei spunti dati da esperienze dirette e personali, senza la presunzione di risultare esaustivo ma anzi invitando chi mi legge a pensarne di altri.

Che si tratti del proprio percorso di vita o della propria attività professionale, penso che ciò che conta sia soprattutto la gestione delle relazioni. Tra sè e gli altri, tra sè e le proprie azioni.

Ecco quindi 20 semplici spunti per allenarsi a superare questi ostacoli:

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Rinascimenti Sociali: 13 business idea selezionate per il 2016

Se c’è la passione si può arrivare dovunque. Ne sono convinto. Ne ho avuto conferma nuovamente alcuni giorni fa, il 29 gennaio, quando ho avuto il privilegio di far parte della giuria per valutare le business idea per la call “Foundamenta” dell’incubatore Rinascimenti Sociali di cui siamo partner con Socializers.

Da lunedì 8 febbraio le 13 idee selezionate (su 180 candidati per 67 proposte) inizieranno il programma di accelerazione della durata di 6 mesi durante i quali saranno impegnate a trasformare la propria iniziativa in un’azienda che abbia futuro.

Le idee presentate riguardavano più ambiti: alimentazione, design, benessere, sharing economy, social housing, crowdfunding, cultura, sport, educazione, agricoltura, moda e non solo. Tutte con un’ottica di innovazione sociale. A me è piaciuta particolarmente l’idea di Sport Grand Tour, portata avanti da due ragazze che vorrebbero portare a livello nazionale il loro progetto con una piattaforma di matching per agevolare i bambini tra i 5 e i 14 anni a scegliere il proprio sport, determinando una migliore crescita personale.

Colgo l’occasione per condividere qua la definizione di Social Innovation data da Robin Murray, Julie Caulier Grice e Geoff Mulgan in “Il libro bianco sull’innovazione sociale”:

Definiamo innovazioni sociali le nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che soddisfano dei bisogni sociali (in modo più efficace delle alternative esistenti) e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni. In altre parole, innovazioni che sono buone per la società e che accrescono le possibilità di azione per la società stessa.

Proprio per questo penso che da una parte tante realtà nel mondo del sociale (vedi le Onlus e alcune organizzazioni di volontariato) potrebbero costruirsi un nuovo futuro se investissero su questo modello imprenditoriale. D’altra parte è positivo notare come siano diverse le donne imprenditrici che ho visto impegnate a sviluppare iniziative di innovazione sociale, dimostrando spesso più intraprendenza degli uomini in questi progetti.

Mi aspetto nei prossimi anni che, considerata la crisi economica, queste imprese crescano diventando un modello di crescita dell’imprenditoria femminile. Ho aspettative, a livello di trends, anche rispetto alle opportunità in particolare nei settori della cultura (e dell’intercultura pensando ai tanti immigrati nel nostro Paese che andrebbero valorizzati), del turismo e della salute.

Seguirò con interesse gli sviluppi di questi/e startupper nel corso dei prossimi anni. Perchè è la maniera di fare impresa che genera più impatto sociale e, per questo, che più mi piace.