Digital disruption: come impatterà sul Natale?

Written by lorenzodamelio. Posted in Social Media

Buongiorno a tutti! Mentre si avvicinano le festività natalizie, il primo dono che mi faccio è riprendere un attimo in mano il blog. Colgo l’occasione così per aggiornarvi, offrendovi la visione della presentazione che, in data 17 novembre, io e i miei colleghi di Socializers abbiamo mostrato all’Unione Industriale Biellese, la quale ha recentemente siglato un accordo di collaborazione con il SELLALAB, acceleratore di imprese del Gruppo Banca Sella, dove si trova attualmente l’ufficio della mia startup.

Vi riporto questa presentazione che mostra cos’è e quali sono gli effetti della digital disruption perchè, nonostante la crisi economica attuale, credo sia interessante monitorare l’attività degli e-commerce nel periodo natalizio in quanto non è solo un simbolo della crescita della spesa tramite mobile, ma riguarda soprattutto un passaggio culturale.

Dopotutto proprio poche ore fa Chris Anderson stesso concludeva il suo discorso allo #IABforum così: “Ciò che noi chiamiamo tecnologia, per i bambini è normale. E’ come l’elettricità”. Alcuni spunti li troverete nelle slide, numeri che credo vi faranno pensare, se non masticate quotidianamente il settore. Alla prossima occasione, allora, sperando non passi troppo tempo.

Jawbone UP, molto più di un semplice braccialetto

Written by lorenzodamelio. Posted in top

JawboneUpE’ praticamente un mese che sto sperimentando l’utilizzo di Jawbone UP, ciò che apparentemente sembra un semplice braccialetto ed invece è un discreto concentrato di tecnologia. Non solamente e tanto per l’oggetto in sè, quanto piuttosto per l’omonima app che lo accompagna.

Le applicazioni e i servizi online dedicati al mondo della salute e del benessere sono in crescita (a proposito, c’è un servizio online che non sia in crescita? :P), tra questi sono particolarmente interessanti questi wereable device che permettono di fare da un lato da “contapassi” e dall’altro di monitorare la qualità del sonno, oltre che – con il supporto dell’app – la bontà o meno dei nostri pasti quotidiani.

Devo dire che effettivamente ho effettuato un miglioramento della mia dieta, a livello alimentare. Sarà per il modello “gamification” dell’app, che fa guadagnare punti in base alla qualità del cibo? Direi di sì, ci sono più fattori psicologici oltre che tecnologici, sicuramente.

Le potenzialità che hanno questi strumenti sono appena percepibili e già ora risultano molto utili sia per la dieta che per il fitness (tante sono le app che si possono aggiungere se si vuole incrementare ed equilibrare l’attività sportiva). Un competitor valido è Fitbit. Se consiglio Jawbone UP? Direi di sì, per i motivi che ho citato prima, può anche essere utile temporaneamente per riuscire a valutare come è costituita la nostra dieta ed avere un rapido e comodo promemoria di ciò che stiamo mangiando (e se stiamo bevendo correttamente). Inoltre è davvero un bel braccialetto, esteticamente parlando. Degli svantaggi o perfezionamenti da effettuare? Scomodo – a mio parere – da tenere la notte se si vuole monitorare il sonno, con una batteria che dura poco (solitamente dai 3 ai 5 giorni a fronte dei 10 giorni che indicano).

Suggerisco il Jawbone UP con il jack invece che quello wireless (finché lo producono) se volete evitare delle onde in più intorno al vostro corpo. E fatemi sapere come vi trovate! Anche, se non soprattutto, se state usando un modello o un prodotto diverso. Sono curioso! E buon appetito :)

Perché la prima community di un brand sono i suoi dipendenti

Written by lorenzodamelio. Posted in Social Media

BrandCommunityStavo aspettando l’ispirazione per scrivere questo articolo, ma un webinar mi ha decisamente aiutato. Ho seguito la conferenza realizzata da Social Media Today e intitolata “Engaging Employee Advocates: How Electronic Arts is Activating Employees to Amplify the Brand’s Message” e non ha che confermato – e anche ampliato – ciò di cui già ero convinto. Ossia che diverse aziende sottovalutano il potere (oltre che le passioni e le potenzialità, mi permetto di aggiungere) dei propri dipendenti, la loro prima e più importante community, per migliorare i propri processi, diffondere il proprio marchio ed essere quindi più efficaci ed efficienti. E anche per poter generare un migliore ambiente lavorativo.

Non è più tempo di essere social “outside” e non esserlo “inside”. Credo proprio sarà una delle prossime tendenze nell’universo dei Social Media negli anni a venire. Basterebbe una sola delle schermata delle slide di “Social Chorus”, che vi riporto in forma scritta a seguire, per confermarlo:
– Un impiegato ha una credibilità di circa 2 volte il doppio rispetto al Direttore;
– Il 92% dei follower degli impiegati non conoscono ancora il brand (dove lavorano gli impiegati);
– Il 77% dei consumatori è più facile che acquistino il prodotto se ne sentono parlare da qualcuno di cui si fidano;
– Gli impiegati hanno 10 volte più follower che gli account delle aziende.

Qua trovate invece tutta la presentazione: